Dall’Ottobre dell’anno scorso è entrata in vigore definitivamente la nuova legge urbanistica regionale, la L. 11/2004, che manda in pensione la vecchia L.R. 61 del 1985.
La nuova legge urbanistica modifica profondamente la tradizionale disciplina urbanistica regionale avente come strumento di governo del territorio comunale il Piano Regolatore Generale.
Infatti il vecchio Piano Regolatore Comunale viene sostituito da:
- il Piano Strutturale, denominato dalla legge “Piano di Assetto del Territorio” (PAT.);
- il Piano Operativo, denominato dalla legge “Il Piano degli Interventi” (PI);
Il P.A.T., che sarà adottato dal Comune e dovrà essere sottoposto all’approvazione da parte della Regione e Provincia per quanto di competenza, deve contenere le scelte fondamentali dell’assetto del territorio comunale, tenuto conto degli indirizzi di livello sovracomunale e dei vincoli di pianificazioni - le cosiddette “invarianti” - di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica, ambientale, storico-monumentale e architettonica.
Il P.I. è lo strumento operativo del P.A.T., con il quale vengono individuati e disciplinati gli interventi di tutela, valorizzazione e trasformazione del territorio comunale, comprese anche la programmazione delle opere pubbliche previste dal programma triennale.
Esso ha carattere operativo e riguarda, sostanzialmente, le scelte, gli obiettivi e i contenuti di interesse più locale che possono essere attuati a breve termine.
Novità sostanziale rispetto alla precedente normativa è la fase della “partecipazione e della concertazione” prevista dall’art. 5 della menzionata L.R. 11/2004, la quale dispone:
” I comuni, le provincie e la Regione nella formazione degli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica, conformano la propria attività al metodo del confronto e della concertazione con gli enti pubblici territoriali e con le altre amministrazioni preposte alla cura degli interessi pubblici coinvolti. L’amministrazione procedente assicura, altresì, il confronto con le associazioni economiche e sociali portatrici di rilevanti interessi sul territorio e di interessi diffusi, nonché con i gestori di servizi pubblici e di uso pubblico invitandoli a concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dagli strumenti di pianificazione”. Ne consegue che le associazioni e gli altri soggetti portatori di interessi collettivi sono chiamati a contribuire alla formazione del predetto strumento di pianificazione urbanistica.
Va inoltre segnalato che l’Amministrazione Comunale ha deciso di avvalersi dell’opportunità stabilita all’articolo 15 della predetta L.R. 11/2004, ovvero di procedere alla formazione del PAT in concertazione con la Regione Veneto e la Provincia di Treviso, al fine di avere un confronto costante sulle scelte di pianificazione con gli organi preposti alle verifiche di livello superiore e tempi certi per l’approvazione definitiva del PAT che avverrà attraverso una Conferenza di Servizi. A tale scopo è stato concordato con le Amministrazioni interessate uno specifico “accordo di Pianificazione”.