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Foto di Vedelago

Fanzolo

La villa più importante e conosciuta del territorio comunale è sicuramente Villa Emo Capodilista a Fanzolo, una delle migliori realizzazioni del grande architetto padovano Andrea Palladio che la progettò intorno al 1500 e la inserì nello splendido volume illustrato: Quattro libri dell’Architettura.
 
Villa Emo a Fanzolo
 
La villa fu commissionata da Leonardo Emo (di nobile e potente famiglia padovana) e fu completata nel 1560. Nella villa convivono le funzioni legate ai bisogni della campagna circostante, (con vaste aree dedicate alla conservazione del grano e degli altri prodotti agricoli, al ricovero degli attrezzi agricoli, al ricovero del bestiame), con esigenze di rappresentanza del committente. Il corpo centrale valorizzato dall’ampio scalone, presenta un grande timpano sorretto da quattro colonne che conferiscono alla villa un aspetto spiccatamente monumentale. L’interno è quasi interamente affrescato da Giovan Battista Zelotti (1526 circa – 1578) con diversi cicli di affreschi che comprendono temi mitologici (stanza di Venere e stanza di Ercole), temi religiosi e simbolici (stanza delle Arti dell’Astronomia, ecc.). Negli affreschi è stata sottolineata, da alcuni critici, la presenza del maestro dello Zelotti, il grande Paolo Veronese (1528 - 88).
 
Chiesa di Fanzolo
Dal corpo centrale si dipartono due lunghe barchesse porticate chiuse da due colombaie. Le visite si effettuano il sabato e i giorni festivi dalle 15.00 alle 18.00 da aprile a settembre e dalle 14.00 alle 17.00 da ottobre a marzo.
Tra i molti edifici civili di importanza storico-artistica va ricordata l’ottocentesca Villa Lion Pellizzer e la coeva Villa Appiani, ora Scuola d’Infanzia.
L’attuale chiesa di Fanzolo è stata completata nel 1905, mentre l’antica chiesetta, risalente alla fine del XIV o agli inizi del XV secolo è ancor oggi visibile nel lato occidentale, in quanto è divenuta il transetto della nuova, pur conservando interessanti elementi architettonici cinquecenteschi. Già nel 1777 la chiesa cinquecentesca fu probabilmente ampliata e restaurata in quanto dai documenti risulta essere stata consacrata dal vescovo di Treviso Paolo Francesco Giustiniani, anche se nel 1780 il soffitto crollò a causa di un fulmine e furono necessari altri lavori.