Vedelago capoluogo e San Mamante
Vedelago fu interessato, in epoca romana dalla via Postumia e dalla via Cornara, i ritrovamenti di anfore vinarie e di fibule e falcetti, confermano la presenza di insediamenti romani. In un documento del 1231 è ricordata la Cappella di San Mamante, mentre al 1297 risale la prima menzione di una Cappella di San Martino a Vedelago. Nel 1681, rovinò il campanile e la vecchia chiesa di San Martino rimase danneggiata, tanto che fu necessaria una nuova costruzione. Nel 1695, un terremoto colpì il territorio e anche la chiesa subì danni. Nel 1717 fu deciso di erigere una nuova chiesa su progetto di Giorgio Massari (Venezia 1686 – 1766). Nel 1730 la chiesa fu arricchita e decorata, mentre tra il 1766 e il 1769 fu ampliata e decorata con un affresco dipinto nel soffitto, raffigurante San Martino, di Giustino Menascardi. Tra il 1925 e il 1927 la vecchia parrocchiale fu abbattuta per far posto alla nuova chiesa degli architetti Candiani e Vettorazzo.

All’interno conserva mosaici raffiguranti dei santi protettori della Parrocchia, della Diocesi e dell’Italia e i dodici apostoli e i quattro evangelisti. L’altare maggiore proveniente dalla vecchia chiesa è in marmo diaspro di Sicilia e fu realizzato tra il 1742 e il 1750. Anche l’altare della Madonna e del Sacro Cuore sono stati realizzato nel 1776. Nelle navatelle ci sono gli altari di San Giuseppe e Santa Teresina del Bambin Gesù. A sinistra dell’entrata è conservata un’antica statua di Sant’Antonio, mentre sulla destra si trova l’antichissimo battistero. Notevoli le sculture in legno e il ritratto di Monsignor Giuseppe Mattara, scultura in marmo bianco di Francesco Rebesco (1897 – 1985). Da ricordare anche Villa Venier, piccola ma graziosa costruzione settecentesca, impreziosita da un timpano, e la Casa Canonica anch’essa settecentesca.
Curiosa la costruzione che si trova di fianco alla chiesa, oltre la strada statale: l’istituto Margherita Sanson ha l’aspetto di una chiesa romanico-gotica ma è stato costruito nel Novecento, secondo uno stile eclettico non raro ai quei tempi.
Su Via Papa Sarto, di fianco al Municipio si trova Villa Zuccareda – Binetti della seconda metà del settecento, di proprietà comunale e Villa Cappelletto anch’essa di proprietà comunale e sede della Biblioteca comunale costruita su una più antica casa dominicale, nel 1927, su progetto dell’Architetto Candiani.
Notevole l’Oratorio di San Mamante, piccola e sobria chiesetta rurale del 1640, recentemente restaurata, dopo essere stata adibita alle più varie funzioni, nel corso degli anni; conserva una pala d’altare raffigurante il Santo martirizzato (l’iconografia potrebbe ricordare invece San Sebastiano) di Domenico Santoro, una tela cinquecentesca con l’Adorazione dei Magi e una statua in legno raffigurante il santo Patrono con la palma del martirio, opera contemporanea dello scultore gardenese Walter Panchieri.