Addì 29 del mese di settembre anno 2011, alle ore 18.30, presso la Sala Consiliare del Municipio di Vedelago il Sindaco ha convocato i consiglieri comunali Fiorenza Morao e Walter Santin – in riscontro delle richiesta di accesso agli atti rispettivamente prott. com.li n. 16527 del 30.09.2011 e n. 16962 del 07.09.2011 – estendendo l’invito ai capigruppo consiliari e ai consiglieri appartenenti ai relativi gruppi.
Oggetto dell’incontro: Illustrazione dell’accordo di programma per la riqualificazione territoriale dell'area pedemontana tra Vedelago e Montebelluna.
Presenti: Paolo Quaggiotto (Sindaco); i consiglieri comunali Fiorenza Morao, Paola Frattin, Stefano Beltrame, Michele Bordignon, Alberto Magaton, Renzo Franco ed Oscar Bordignon (che arriva ad incontro iniziato); l’arch. Leopoldo Saccon (Studio Tepco S.r.l.); Marco Cescon (Responsabile del Settore Organi Istituzionali – AA.PP., verbalizzante).
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In apertura, il Sindaco precisa che l’incontro è inteso a dar riscontro ed esito alle richieste di accesso agli atti presentate rispettivamente dai consiglieri comunali Fiorenza Morao e Walter Santin ai sensi dell’articolo 43, comma 2, del D.Lgs. 267/2000 e delle vigenti disposizioni regolamentari in materia di accesso agli atti e documenti amministrativi, con presa conoscenza e visione della documentazione presentata in luogo del richiesto rilascio di copia a fronte della notevole quantità di relazioni ed elaborati tecnici che la compongono.
Nel prendere atto dell’assenza del consigliere Santin, il Sindaco informa che la bozza di accordo presentata a Vedelago non deve intendersi come definitiva ma sarà ancora oggetto di modifiche. Formalmente è stata “depositata” in Comune, e allo stato attuale l’Amministrazione ha dato avvio alle opportune valutazioni e concertazioni del caso, senza ancora arrivare in esito ad adottare alcun provvedimento né prendere alcuna posizione in merito. L’Amministrazione, precisa, allo stato attuale “è custode di una proposta presentata”, ed è in corso la fase di concertazione.
Quindi affida all’arch. Saccon il compito di illustrare ai presenti nel dettaglio i contenuti della proposta di accordo di programma per la riqualificazione territoriale dell'area pedemontana tra Vedelago e Montebelluna, oggetto del succitato accesso agli atti.
L’arch. Saccon inizia la propria esposizione ribadendo che la quantità di atti presentata è rilevante. Oggetto della documentazione è un accordo di programma ai sensi dell’articolo 32 della L.R. 35/2001 per la realizzazione di un intervento di valenza regionale con opere e infrastrutture di rilevante interesse pubblico, da collocarsi nella pianificazione economica e territoriale regionale pur andando in deroga a qualsiasi strumento urbanistico per poter risolvere in tempi rapidi grosse criticità presenti sul territorio.
Si tratta di un progetto di fattibilità, concreto e valido sotto il profilo tecnico, economico e di compatibilità ambientale, presupposti indispensabili questi per la relativa sostenibilità dell’insediamento.
Il progetto presentato non è definitivo, trattandosi di una proposta da parte di privati a Comune, Regione (che è responsabile della procedura) e Provincia (competente per quanto riguarda la variante urbanistica).
Un primo “screening” ha già ottenuto un riscontro favorevole nel corso di una pre-Conferenza di Servizi con vari enti, propedeutico ad avviare in seguito il procedimento vero e proprio.
Il materiale predisposto è abbastanza complesso. L’accordo non nasce in un punto a caso del territorio regionale ma a seguito dell’avvenuta definizione della realizzazione della “Pedemontana”, il cui tracciato interessa anche il Comune di Vedelago.
Per la Regione la procedura è avviabile sulla base del Piano Regionale di Sviluppo e del Piano di Coordinamento Regionale. Le grandi scelte di insediamenti devono avvenire in presenza di infrastrutture idonee, ed in tal senso la dimensione degli stessi è determinante. Nel caso in trattazione, serviva un’area adeguata (di circa 800,000 mq.) per due uniche attività ben definite. Qualora queste non riuscissero ad insediarsi, verrebbe meno il relativo accordo di programma. Non si tratta, nello specifico, di una speculazione, ma di un’iniziativa ben mirata! Nel Veneto non ci sono altre zone tanto vaste e adeguate per queste due strutture quanto l’area individuata a Barcon, tranne una di 120.000 mq., oltre ad un’altra di 200.000 mq. in Friuli.
L’accordo di programma proposto è inteso a dar risposta ai problemi di viabilità e derivanti dalle attività estrattive in essere in questo territorio comunale. Le opere infrastrutturali proposte rilevano come beneficio pubblico di carattere regionale, ora carente, e soddisferebbero delle necessità per la realizzazione delle quali non vi sono risorse pubbliche disponibili. Anche le cave da sempre costituiscono un problema, sia per l’escavazione del territorio sia per il traffico ‘pesante’ che ne deriva. La soluzione viabilistica già anticipata in una prima ipotesi lo scorso anno è stata ritenuta idonea per risolvere il problema del traffico e al tempo stesso soddisfare le due realtà da insediarsi. I privati si impegnano a realizzare ‘in toto’ la viabilità proposta e a versare alla Regione €. 10.000.000 per la realizzazione del casello autostradale sulla “Pedemontana”.
Relativamente alle opere da realizzarsi sono già state effettuate molte analisi per individuare sia le diverse necessità sia gli effetti e le conseguenze successivi alla loro realizzazione.
Anzitutto uno studio della mobilità, in riferimento alla situazione futura regionale sulle grandi arterie venete, attraverso una simulazione del traffico esistente e di altri possibili scenari quali:
ipotesi 1 - senza alcuna opera di viabilità aggiuntiva: il traffico sulla S.P. 19 ammonterebbe inizialmente circa 9000 unità giornaliere, con un incremento medio annuo pari al 5%;
ipotesi 2 - variante ad ovest di Barcon;
ipotesi 3 - variante ad est di Barcon;
ipotesi 4 - con la “Pedemontana” e la circonvallazione di Montebelluna;
ipotesi 5 - con l’aggiunta del casello di Barcon;
ipotesi 6 - con la previsione del tratto di strada da Busta verso sud fino alla S.P. 19, quindi fino alla S.R. 53 e per poi scendere fino ad Albaredo;
ipotesi 7 - con collegamento a ovest di completamento della “Bretella” fino a sud di Albaredo.
Ciascuna di queste soluzioni risolverebbe comunque il problema del traffico in una zona vasta (e non solo limitatamente a Barcon, come farebbe una semplice circonvallazione). Si ritiene che le ipotesi di viabilità proposte siano adeguate ai flussi di traffico stimati.
Al momento, comunque, l’accordo di programma proposto si limita alla viabilità che da nord si conclude sulla rotatoria prevista sulla S.P. 102. È nelle intenzioni della Provincia e della Regione richiedere delle il prolungamento fino alla S.R. 53 per liberare il traffico anche dal centro di Vedelago.
Il progetto dell’insediamento è corredato anche da altri studi previsti per legge:
uno studio geologico ed idrogeologico;
uno studio di compatibilità ambientale;
uno studio di valutazione ambientale strategica;
uno studio di inserimento paesaggistico.
È stata valutata la compatibilità con gli strumenti regionali vigenti con riguardo agli interventi di grande strutturazione, tra i quali:
gli strumenti regionali e provinciali, e i P.A.T. di Montebelluna e di Vedelago;
la “Rete Natura 2000”, con valutazioni specifiche relativamente al possibile “corridoio ecologico” per la presenza ‘in loco’ di cave. A tal riguardo si rileva altresì che la rete ecologica della Regione smentisce questa visione, optando invece per un “corridoio” identificato lungo i corsi d’acqua.
L’accordo di programma comporta variante al P.A.T. e al P.T.C.P., individuando nello specifico tre nuove zone D:
una zona D4 “agroindustriale”;
una zona D1 “produttiva”;
una zona D2 “speciale” destinata a ‘farmer market’ agricolo.
L’area agricola interessata, in presenza di una nuova viabilità tanto rilevante qual è la “Pedemontana”, perderebbe comunque i suoi valori tradizionali storico-culturali ed ecologico-ambientali.
Nell’ipotesi presentata, comunque, è stata opportunamente valutata la concentrazione delle aree verdi da tutelare, che troveranno collocazione sia ad est che ad ovest dell’insediamento.
L’intervento è costituito da due grandi unità, più una terza di incerta realizzazione:
1. un grande impianto agro-industriale: un macello collegato ad un allevamento (per circa 30.000 capi di bestiame) e ad una “fabbrica del latte” per gli animali allevati, oltre che ad un essiccatoio del mais per produrre il mangime per gli animali. Propone un sistema di raccolta dei prodotti della zona per il sostentamento degli animali allevati. Include un centro di ricerca in convenzione con l’Università per studiare la catena dei prodotti ai fini della ‘standardizzazione’ della qualità. L’impianto è in grado di gestire l’intero ciclo produttivo ed è autonomo sotto il profilo energetico. L’acqua residua delle operazioni del macello viene passata alla cartiera, che è il secondo impianto, dove viene riscaldata e trasformata in vapore e quindi restituita al macello ad uso lavaggio o irrigazione.
2. una cartiera: impianto che non produce cellulosa, e pertanto non comporta rischi di inquinamento. Lavora la cellulosa già finita e preparata, che viene solamente diluita per la produzione di carta igienica, ‘asciugoni’, fazzoletti di carta, ecc. La tipologia di produzione è “norvegese”, novità assoluta per questa area d’Europa. È prevista una sporgenza di circa 8-10 metri dal piano del suolo, e un ‘incassamento’ di altrettanti metri nel suolo, per circa 20-22 metri altezza complessivi.
Per la realizzazione dei due impianti e della relativa viabilità è richiesta la predisposizione della V.I.A.
3. un ‘outlet’ di prodotti agricoli, limitato alle carni e alle produzioni locali (vini, formaggi, ecc.): i privati inizialmente hanno previsto una destinazione commerciale dell’area, collocata immediatamente a nord della “Pedemontana”, ma non è detto che rimanga confermata la realizzazione in quanto non è ritenuta indispensabile ai fini dell’insediamento complessivo.
Di dette unità vengono esposte le relative superfici.
Quindi, segue l’illustrazione del “cronoprogramma” delle opere, che prevede:
1) la realizzazione del casello autostradale in coincidenza con l’arrivo della “Pedemontana”, previsto per il primo semestre del 2014;
2) la variante alla S.P. 19, prevista per il primo semestre del 2013;
3) l’edificazione degli insediamenti, e nello specifico:
cartiera: inizio lavori nel 2012, con realizzazione del primo stralcio nel 2013 e del secondo stralcio nel 2014;
impianto agro-industriale: inizio lavori a fine 2012 e conclusione entro il 2014;
‘outlet’ di prodotti agricoli: in ogni caso, di ultima realizzazione, e comunque a condizione che venga realizzato il casello. Ma ad oggi è sempre meno probabile che trovi attuazione.
L’esposizione prosegue con l’illustrazione delle “valutazioni economiche”, ed anche in questo caso si prospettano tre scenari:
1. circonvallazione ad ovest di Barcon: €. 10.000.000;
2. “Strada dei cavatori”: €. 7.000.000 (arteria destinata esclusivamente ai mezzi pesanti, per una lunghezza di circa 5 km.);
Queste due ipotesi risolverebbero solo la situazione ‘locale’ di Barcon.
3. “Variante est”, costituita da:
a) tratto da “Pedemontana” a S.P. 102: €. 8.685.000;
b) casello: €. 4.220.000;
c) tratto dal casello a Busta: €. 3.827.000.
La terza ipotesi, da sola, costa tanto quanto le prime due ma garantisce un risultato migliore in termini di risposta al problema del traffico. In definitiva, i privati sono disposti a versare €. 18.000.000 (€. 10.000.000 per il casello e €. 8.000.000 per la realizzazione delle arterie collegate).
L’investimento complessivo per la realizzazione dell’insediamento è pari ad €. 330.000.000, da reperire per €. 280.000.000 in Veneto e per €. 50.000.000 all’estero (corrispondenti ai macchinari da installare nella cartiera).
È previsto l’impiego di circa 500 addetti per far fronte alla fase di cantiere, stimata in tre anni. Altri 200 addetti, quindi, interesseranno l’indotto. In tutto, si prevedono circa €. 67.000.000 di stipendi versati ‘una tantum’.
A regime, poi, saranno impiegati 608 addetti diretti e circa 100 addetti indiretti, per complessivi €. 22.000.000 di redditi annuali.
Sono state stimate in €. 600-700.000 le entrate in spesa corrente (tasse) a favore dell’Amministrazione comunale.
Infine, è stata calcolata una perequazione pari a circa €. 14.900.000.
Conclusa l’esposizione dell’arch. Saccon, viene quindi dato spazio ai quesiti dei consiglieri presenti.
BELTRAME: I privati hanno alternative in presenza di un “no” all’accordo?
SACCON: Entrambi hanno già un’alternativa. La cartiera all’estero, in Carinzia, l’altro in diverse altre parti.
BELTRAME: È stato presentato anche un progetto finanziario oltre a quello tecnico?
SACCON: Sì. Per quanto riguarda la cartiera, c’è un finanziatore straniero che fornisce i macchinari. L’allevamento, invece, verrà realizzato in proprio in quanto il privato ha proprie disponibilità.
BELTRAME: Premesso che a gestire questo tipo di investimento saranno istituti “grossi”, sono previste garanzie per l’Amministrazione qualora i privati rinuncino “in corso d’opera”? Fidejussioni, ecc.
SACCON: Le opere di beneficio pubblico saranno garantite con fidejussioni reali. Per quanto riguarda il rischio che le imprese “mollino” l’impegno, nell’accordo sarà espressamente previsto qualcosa al riguardo, ma è difficile prevedere garanzie sulla continuità imprenditoriale…
BELTRAME: Se l’insediamento non viene completato, l’area non potrà comunque mai tornare come prima…
SINDACO: Stiamo parlando di privati che si “accollano” l’indebitamento e investono soldi propri, lavorano in proprio e con coinvolgimento di familiari: sono queste le nostre maggiori garanzie! La Rotocart, poi, sta già chiudendo altri suoi impianti altrove - quello di Monfalcone e quello in Toscana - per trasferirli qua…
SACCON: Non possiamo pretendere oltre il ragionevole… In Carinzia sono disposti a concedere il terreno gratuitamente e a rilasciare il permesso a costruire in 37 giorni! L’Europa cavalca queste situazioni! Senza “sciupare” alcunché pur di costruire a tutti i costi…
FRATTIN: Relativamente al problema viabilità, tra gli scenari proposti manca l’ipotesi di indirizzare il traffico pesante e non verso la “circonvallazione sud” di Montebelluna. Così facendo si eviterebbe la costruzione del casello autostradale…
SINDACO: La circonvallazione di Montebelluna non è mai stata finanziata! La Regione ha disponibilità pari a zero su questa cosa e comunque il Sindaco di Montebelluna non vuole saperne! Ribadisco: da quanto ne so io, in Regione non ci sono soldi a disposizione e il Comune di Montebelluna non vuole saperne! Con gli enti interessati, in Conferenza di Servizi, stiamo invece valutando il beneficio pubblico per il collegamento tra la S.P. 102 e la S.R. 53…
FRATTIN: … quindi avremo un’altra strada nella campagna di Vedelago…
SINDACO: Il traffico tende a scendere da nord verso sud… La circonvallazione di Montebelluna non esiste e non esisterà per almeno altri 10 anni! Il problema del traffico ce l’abbiamo sia in direzione nord-sud (dobbiamo toglierlo dai centri di Barcon, Vedelago e Albaredo) sia in direzione est-ovest (in particolare dal centro di Vedelago alla S.P. 102). Nella contrattazione del bene pubblico cercheremo come Comune di Vedelago di portare a casa il più possibile a nostro favore…
MORAO: Chiedo di aver copia della documentazione presentata…
SINDACO: L’entità del beneficio pubblico non è ancora stato contrattato. “A bocce ferme” daremo notizia pubblica di quanto deciso.
SACCON: Il progetto presentato non è un documento deliberato ma ad oggi è ancora oggetto di trattativa, tutto da valutare…
BORDIGNON O.: La documentazione progettuale, comunque, è stata protocollata in Comune?
SACCON: Sì.
BORDIGNON O.: Voglio precisare che la “circonvallazione ovest” di Barcon non è un’ipotesi ma è stata deliberata sul P.A.T: e sul P.T.C.P.! Non è un’ipotesi ma una certezza recepita! Se va in variante, va bene, ma rimane il fatto che è già stata recepita…
SACCON: È assolutamente vero! Ma abbiamo rifatto la V.A.S. perché il P.T.C.P. è stato limitato a Barcon. Guardando l’intero tracciato è preferibile per sostenibilità la soluzione ad est, e nella V.A.S. ne diamo giustificazione.
SINDACO: La Provincia ha sottoscritto un documento per condividere la soluzione ad est, con l’ipotesi del tracciato che abbiamo visto prima…
SACCON: Il tracciato proposto è stato condiviso nei dettagli con gli uffici della Provincia. La strada avrà una larghezza di 12 metri…
MORAO: Le superfici dei fabbricati sono in parte coperte, in parte emerse, e comunque interrate di parecchi metri, solo per la cartiera ben 12 metri…
SACCON: La parte a nord della cartiera ha una “vasca” di 10 metri perché il terreno “scende” per metà circa del fabbricato. Verranno scavati 1.850.000 metri cubi di ghiaia per un valore di 2 metri a metro cubo. La ghiaia, poi, verrà utilizzata per costruire il casello. Anche questo potrà essere comunque oggetto di discussione…
SINDACO: … per esigenze di mitigazione ambientale, il Sindaco ha chiesto l’interramento!
MORAO: Nell’insediamento di Colomberotto non è previsto nulla di interrato?
SACCON: No, nulla di interrato.
MORAO: Relativamente agli addetti “diretti” chiedo se i 600 assunti saranno fissi o dipendenti di cooperative a tempo.
SACCON: Si tratta di impianti industriali a ciclo produttivo, che richiedono personale fisso mediamente specializzato.
MORAO: La Rotocart ha dichiarato nulla circa il personale?
SACCON: Sì, ha già dettagliato le sue esigenze occupazionali perché la pratica è già stata presentata all’ULSS. In proporzione i soggetti assunti saranno di più quelli della Rotocart rispetto al macello.
MAGATON: Il prelievo in falda è già stato stimato?
SACCON: Sì, con incarico già affidato e portato a termine, senza effetti sulla falda circostante. È stato fatto un attento ragionamento preliminarmente, e quindi si è fatto un prelievo molto profondo. L’impianto di depurazione sarà in classe C con acqua utilizzabile per irrigazione…
MAGATON: Si conosce il fabbisogno energetico della Rotocart?
SACCON: È molto elevato. L’impianto di cogenerazione a gas sfrutterà l’impianto della SNAM che passa nelle vicinanze, e rilascerà solo vapore acqueo. L’energia elettrica sarà interamente prodotta ‘in loco’, non portata da fuori…
BORDIGNON M.: Chiedo notizie del biodigestore…
SACCON: È nuovo, all’interno del macello, non troppo grande perché sarà sfruttata la linea elettrica. Lo scarto di produzione per lo più sarà mandato, per cui quello che rimane è poco…
BORDIGNON M.: Chiedo informazioni sull’aspetto procedurale per la variante a P.A.T. e al P.T.C.P. …
SACCON: Con un unico atto si andrà in variante a P.T.C.P. e P.A.T. … Poi il Consiglio Comunale recepirà la variante al P.A.T. … La V.A.S. si farà per la prima parte, la seconda comprensiva del rapporto definitivo seguirà con l’avvio della concertazione. Per la realizzazione del casello è prevista la V.I.A. di carattere nazionale, mentre per il resto della viabilità e gli impianti si andrà in V.I.A. regionale. La cartiera ha già avviato il proprio ‘iter’. La Conferenza di Servizi approverà anche il progetto della cartiera. I tempi di approvazione non sono ancora definiti…
BORDIGNON O.: La trattativa sta facendo crescere gli importi dell’interesse pubblico, come succede per la ghiaia…
SACCON: Non c’è alcun interesse a scavare e la Provincia ha fatto una valutazione economica che noi recepiremo come buona. La mia preoccupazione è che le decisioni sono comunque troppo lente per la situazione economica e le scelte da fare, per i tanti passaggi…
BORDIGNON O.: Che differenze ci sono con il progetto “Veneto City”?
SACCON: Quello di “Veneto City” è un intervento esclusivamente speculativo, con una redditività completamente diversa da quella del nostro intervento! Anche solo come investimento: nel nostro caso abbiamo due imprese produttive, non commerciali! L’arco di tempo per l’ammortizzamento è ben diverso, “spalmato” in tempi ben più lunghi rispetto a quelli previsti per “Veneto City”!
MAGATON: La zona dei prodotti “a km 0” quanto è grande?
SACCON: 5.000 metri, ma come si diceva prima non è affatto detto che venga realizzata… Non c’è più tutto questo interesse!
SINDACO: … e non c’è neanche l’interesse dell’Amministrazione Comunale sul ‘farmer market’!
MORAO: Sono previsti parchi pubblici o saranno aree private aperte al pubblico?
SACCON: … potrebbe essere: uso pubblico ma gestione privata. Parliamo di urbanizzazione secondaria obbligatoria per legge.
MORAO: Dai tempi di realizzazione si nota che il casello verrà realizzato per ultimo… Le due attività per prime… Durante la costruzione, il traffico dove va?
SACCON: Le opere provvisorie di cantiere saranno realizzate per portare il traffico fin da subito fuori, e poi man mano verrà costruita definitivamente. I tempi sono ottimistici… Da qualche mese in qua siamo ancora in alto mare! Difficilmente partiranno nel primo semestre del 2012… Il casello, in confronto, ha tempi più certi…
SINDACO: … a gennaio 2012 cominceranno i cantieri della “Pedemontana” nel trevigiano.
FRATTIN: Il casello in progetto non c’è…
SACCON: Il casello non è una facoltà della Regione ma dipende dal concessionario dell’autostrada. I flussi di traffico che si genereranno giustificano la previsione del casello, vuoi per la distanza tra Montebelluna ed Altivole, vuoi per le l’entità di traffico stimata. Il casello ci stà! E non dimentichiamo il contributo di 10.000.000 di euro che i privati ci mettono sopra! E la risposta definitiva verrà data solo al progetto da approvare a Roma e non in Conferenza di Servizi. Comunque il concessionario ha già affidato la realizzazione del progetto…
MORAO: Sarebbe assurdo che non ci fosse il casello! Dobbiamo essere sicuri prima del casello e poi del resto…
SACCON: Senza casello, i due “signori” non fanno l’intervento!
SINDACO: Se non c’è la certezza del casello, l’opera non verrà fatta! Casello e opere hanno comunque procedure di approvazione diverse…
SACCON: 330.000.000 euro finanziati sono una certezza assoluta!
Ribadendo che seguirà una trattazione di evidenza pubblica non appena si arriverà ad un progetto definitivo dell’insediamento, il Sindaco dichiara concluso l’incontro alle ore 20.50.-